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La diffusione dei pagamenti elettronici

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Nel mondo si stanno diffondendo sempre di più i pagamenti senza il contante, dunque tramite carte di credito o prepagate. Ma quanto sono diffusi i pagamenti elettronici in Italia e qual è lo strumento migliore per questo tipo di transazione? Questo articolo fornirà più dettagli al riguardo.

La situazione in Italia

L’Italia, purtroppo, a differenza di altri Paesi dell’Eurozona, è ancora una nazione in cui i pagamenti vengono per lo più effettuati attraverso i contanti. I tassi di crescita dei pagamenti elettronici sono ancora bassi. Per esempio, basti pensare che fra il 2008 e il 2014 l’aumento dei pagamenti tramite carta di credito, prepagata o simili è stata solo del 6,2%, dunque di più di un punto percentuale al di sotto della media dei Paesi che appartengono all’Unione Europea (+ 7,8 %). 

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Secondo l’indicatore CSI (Cashless Society Index), l’italia è in quartultima posizione. Il suo punteggio è di 2,99 su una scala che va da 1 a 10. La differenza con gli altri Paesi, persino quelli più vicini geograficamente, è davvero notevole. Basti pensare che la Francia ha avuto un punteggio di 5,03, la Spagna di 4,58 e il Regno Unito di 6,37. I contanti sono usati nel 83 % dei pagamenti in Italia. Questo ha delle ripercussioni notevoli sulla nostra economia. Infatti, ci sono dei costi diretti ed indiretti correlati alluso dei contanti. Uno dei costi più evidenti è il costo di gestione, che ammonta a circa 10 miliardi di euro annuali (lo 0, 53 % del PIL per essere più precisi). Questo costo è di gran lunga più elevato rispetto ai pagamenti cashless

I vantaggi dell’utilizzo dei metodi di pagamento con carta

Uno dei vantaggi più evidenti è la riduzione dell’economia sommersa e il recupero dell’IVA, punto molto importante dato che l’Italia ha un’evasione fiscale pari a circa 108 miliardi di euro l’anno. Se l’Italia si mettesse al passo con altri Paesi europei, soprattutto i più virtuosi (Svezia, Danimarca e Finlandia), si potrebbe avere una riduzione del sommerso sul PIL con un recupero fino a 75 miliardi di euro. Questo perché i pagamenti con carta sono più trasparenti perché tracciabili. Le transazioni sarebbero a loro volta più sicure, perché protette. Inoltre, come è già stato accennato, il costo del contante ha un costo notevole per l’economia italiana. Se si preferissero i pagamenti elettronici, si potrebbe arrivare a risparmiare fino a 1,5 miliardi di euro annuali. Un ultimo beneficio sarebbe che i consumi sarebbero molto più semplici. Già in altri Paesi europei e del mondo, l’avvento dei sistemi di pagamento elettronici ha favorito il ciclo dei consumi, per questo l’Italia ne trarrebbe un gran vantaggio.

Pagamenti elettronici: meglio le carte prepagate o le carte di credito?

Senza alcun dubbio entrambe sono delle alternative molto valide ai contanti, ma quale conviene scegliere? La carta di credito è collegata ad un conto corrente, dunque nella maggior parte dei casi sono previsti delle spese annuali bancarie per la gestione del conto. Spesso anche le funzioni di ricarica sono legate a maggiori costi, che possono variare dai 50 centesimi fino ai 3 euro per ricarica. Per avere una carta di credito, inoltre, c’è bisogno di avere un determinato reddito e una giacenza media prima della richiesta. In linea generale, le carte prepagate hanno un costo inferiore rispetto alle carte di credito, oltre a funzionare in modo diverso. Infatti, quando si paga non viene detratto il credito da un conto corrente ma si utilizzano i fondi presenti sulla carta, che possono essere di volta in volta immessi dall’utente. Le carte prepagate sono di semplice utilizzo. Si possono attivare nella maggior parte dei casi online, hanno un costo d’attivazione minimo, spesso inferiore ai 5 euro, e permettono di fare quasi tutte le operazioni che si fanno con la carta di credito. Gli strumenti di ricarica sono molteplici: ci si può recare in negozi specifici, dal tabaccaio, oppure effettuare una ricarica online. Carte prepagate come la carta prepagata Soldo sono davvero rivoluzionarie ed adatte a tutti, anche alle aziende. Infatti, si può fissare un limite massimo di spesa, oltre a tenere sotto controllo tutti i movimenti effettuati.

In conclusione, per i pagamenti si consiglia l’utilizzo delle carte prepagate perché più versatili e più vicine alle esigenze sia dei privati che delle piccole e medie imprese.

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