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Nokia e Samsung sostengono che è impossibile localizzare dispositivi spenti, ma…

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All’inizio di quest’ anno il Washington Post, aveva diffuso la notizia che l’ente governativo statunitense per la sicurezza nazionale NSA (National Security Agency), aveva messo a punto un sistema per localizzare i cellulari anche da spenti.

Chiaramente non sono state diffuse le tecniche utilizzate nel dettaglio, ma dato l’importanza della notizia  l’ente no profit Privacy International ha deciso di condurre delle proprie indagini, chiedendo la collaborazione di 8 grandi produttori di dispositivi cellulari, per capire in che modo si potesse rintracciare un dispositivo spento. Nessuna delle Società coinvolte ha voluto rilasciare delle dichiarazioni esaustive su quanto espresso dal Washington Post.

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Tra le aziende coinvolte compare anche Nokia, ma il produttore finlandese ha dichiarato di non sapere in che modo si possano riattivare i ricetrasmettitori integrati in cellulari o smarphone, se questi sono spenti totalmente. La risposta di Nokia a Privacy International è arrivata per bocca di Chad Fentress, chief ethics & compliance officer, che nel dettaglio ha dichiarato:

Non siamo a conoscenza di altri modi per riattivare i ricetrasmettitori radio, se non quello che avviene per mano dell’utente quando riaccende il proprio dispositivo.

Nokia afferma inoltre, che i propri dispositivi sono stati progettati in modo tale che i ricetrasmettitori “dovrebbero essere spenti” quando il cellulare è effettivamente spento. Altre aziende contattate, come Ericsson, sostengono che i propri dispositivi non trasmettono segnali quando sono spenti, ma la localizzazione potrebbe essere comunque possibile installando dei malware. Anche Samsung la pensa allo stesso modo. Il produttore coreano ha negato di possedere tecnologie per il tracking dei dispositivi spenti, anche se sostiene come riporta Ars Technica, che ci sono spyware in grado di simulare lo stato della batteria completamente scarica.

Privacy International è ancora in attesa di risposte anche da altre aziende, del calibro di Apple, BlackBerry, HTC e Microsoft.

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